VIDЯA: La fine delle comunicazioni

finecom_copertinaPer la mia rubrica “Smelting” oggi vi parlo dei Vidra, la band salernitana che sta conquistando il Giappone, col suo nuovo disco “La fine delle comunicazioni” edito da Rupa Rupa Records.

Potete trovare news sui Vidra sul loro sito ufficiale (Cliccando qui), quindi lascio al sito (ed al fatto che dovreste comprarvi il disco per riuscire a gustarvi le loro sonorità senza i limiti dei barbari mp3 e amenità varie) ed all’ascolto della loro musica, la scoperta, per chi non li conoscesse ancora, delle geniali trovate armoniche, melodiche, miste al grande suono al buon gusto e ad una sterminata conoscenza dell’era post-punk, synth pop, electro, new wave, della band. Ok ok, se vogliamo essere d’aiuto a chi si avvicina per la prima volta a questo genere gli suggerisco di ascoltare dai Neu! ai Joy Division passando per la canzone d’autore italiana con un tuffo nella musica dei sublimi Depeche mode.

Ma vorrei parlare di un aspetto sociologico e culturale in questo post. In Giappone, i giovani giapponesi comprano i dischi. Esattamente come faceva e fa la mia generazione. Ora, famosi nativi digitali da tutti chiamati “millenials”, vi prego non venitemi a pestare sotto casa con la scusa di cercare un Pokemon, e non fate polemica sui social network come massimo atto rivoluzionario delle vostre vite, scendete, cercate un negozio di dischi e comprate un disco alla settimana. Così, farete la rivoluzione culturale che tanto vi manca. Le azioni, concrete, salvano gli artisti e cambiano le vite degli ascoltatori… e cambiano le cose. Immaginate se Imagine o The Wall fossero state disponibili solo in streaming e piratate ovunque, (il nostro streaming c’era si chiamava “Mixed by Erry” – Battuta del 1985 su audiocassette, ok sono cattivo-) cosa sarebbe rimasto?

No, gli artisti si sostengono comprando i dischi stop. La musica liquida serve ai gestori di servizi e danno pochi spiccioli all’artista. Un disco rende più dei 2 centesimi o millesimi di euro per download. Quindi, comprate i dischi. Ascoltate roba nuova, crescete e moltiplicatevi! Fate l’amore, siate fetish col supporto fisico nella vostra discoteca. Non mettete la vostra memoria per gli anni a venire nelle mani di gestori digitali, portatevi a casa la musica, l’arte, la cultura. Ehm… riguardo alla discoteca non è quella dei tunz tunz strunz… intendevo … un mobile, spesso, di finto legno, dove dentro trovano alloggio perfetto e sicuro tutti i cd (sempre per i millenials).

Guardate la foto allegata. È stata fatta in uno dei più importanti negozi di dischi giapponesi (Shop Mecano) ed il disco dei Vidra lo trovate lì (ok magari potete trovare un’altra scusa aper viaggiare un po’!), e continua ad essere richiesto. E voi? Ah, guardate i talent show…

Com’è il disco dei Vidra? Non ve lo dico! Così questo capolavoro sarete costretto a cercarlo altrove.

La rivoluzione, oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente.

Ehm… quello in corsivo è “qualcuno era comunista” Giorgio Gaber. Sua maestà.

Sveglia, sono entrati nel vostro cervello e l’hanno depredato!